Un Blog Qualunque...Questa storia sarà la mia rovina. Non vedo altra via d'uscita, solo un sordo presentimento di pura sventura. Sì, lo so, me lo sento, finirò come il Sognatore. Me l'aveva indicato il Re dei Barboni, la Grande Città gliel'aveva bisbigliato all'orecchio. All'Ospedale. Quando entrai mi assalì un odore dolciastro di sangue, misto a quello acre e pungente di disinfettante. Corridoi lunghi, alti, molti letti ammassati ai lati, strabordanti dalle stanze ormai colme. Da uno di questi un paio di braccia gesticolavano vagamente nell'aria come ad afferrare delle lucciole che solo gli occhi deliranti del paziente potevano vedere. Un vecchio più in là gemeva, riuscendo a volte a interrompere il flusso disarticolato di suoni che gli sgorgavano dalla gola e dicendo "no... non voglio diventare uno scarafaggio, no... no... non voglio...", dopodiché tornava a vomitare tosse e grugniti. Ogni singola molecola d'aria sembrava pesare il doppio in quel luogo. Un'infermiera, grassa e zoppicante, mi passò accanto ignorando me così come tutti i pazienti intorno. Buttai un'occhio in uno degli stanzoni. Dieci letti, una grigia finestra in fondo. leggi tutto »
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