Un Blog Qualunque...Le luci accese nei grattacieli mi fanno pensare a piccole formiche, che scalando la loro Torre di Babele tentano la conquista del cielo. Tante torri, miliardi di formiche. Dietro di me la luce si accende, sovrapponendo prepotentemente sulla larga finestra il riflesso della stanza allo skyline urbano. I miei occhi si mettono a fuoco sul mio riflesso. Ragazzotto robusto, volto sbarbato, capelli leonini fino alle spalle, tuta nera. Mi volto. Con la mano ancora sull'interruttore un ragazzo coi capelli ingelatinati a formare un piccolo crestino, un piercing al sopracciglio sinistro, giacca e cravatta, e un sorriso che mostra tutti i possibili denti, bianchissimi. "Ti piace il mio nuovo panorama? leggi tutto »
La fila sosta ordinata davanti allo sportello. A capo chino, guardo il lucido pavimento riflettere la mia immagine. Faccia sbiadita, cravatta sgualcita, sopracciglia spioventi. L’immagine della mediocrità quando diventa triste. Guardo ciò che tengo in mano: bollette da pagare, una l’hanno dovuta rimandare con la soprattassa per il ritardo nel pagamento. Alzo la testa e mi guardo intorno. L’agenzia è luminosa, il sole entra da un'alta vetrata orizzontale, per essere sezionato da una tapparella a bande larghe, ora disposte in modo da far entrare più luce possibile. Milioni di granelli di polvere sono colti in flagrante nel loro placido moto browniano, e navigano come plancton in un mare altrimenti pulitissimo. Alcuni clienti, finite le loro faccende finanziare, si guadagnano il prima possibile l’uscita, una porta girevole che non lascia intravedere l’esterno. Davanti a me un paio di spalle ben piazzate e ben vestite, una bombetta all’inglese, corti capelli bianchi di vecchiaia. Sta arrivando il suo turno, poi tocca a me. leggi tutto »
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