Un Blog Qualunque...Vicino a place Saint Michel, dall'altra parte del ramo della Senna che abbraccia Notre-Dame, c'è un angolo che ha tutto il diritto di essere definito magico. Davanti a questo angolo ci sono dei cassoni di legno, coperti durante la pioggia. Dentro questi cassoni libri d'occasione, tutti in inglese, i più disparati. Oltre i cassoni, una facciata storta, accanto ad un'altra facciata storta, tutte verdi marroni gialle, il bel faccione paffuto di Shakespeare, ed eccolo qua: Shakespeare & Co. Una libreria? Forse.
Si entra, e una soffusa musica si accompagna a un dedalo di scaffali sù fino al soffitto, stracolmi, straripanti di libri, le pareti sembrano vestite da arlecchini. E tra i libri in vendita, catalogati alla bell'e meglio, con pecette con scritto sopra "history", "fiction authors from a to z", "S ------>" con la freccia a puntare sopra l'architrave di un passaggio, a puntare i romanzieri in S là quasi obbedienti, e lì, tra i libri in vendita, nuovi, usati, principalmente inglesi, americani, ma anche tedeschi, francesi, russi, e con in mezzo alla stanza, tappezzata di copertine, pagine a cataste, lì in mezzo alla stanza anche un buco con una ringhiera intorno, un pozzo profondo appena una decina di centimetri, con tante monetine, quindi tanti desideri, e lì, sempre lì, con le persone che scorrono, prendono un libro si siedono leggono, lì, più avanti, uno specchio coperto di scritte e adesivi, lì tra scaffali storti come le facciate di Amsterdam, lì una scala rossa, ripida, scricchiolante e irregolare, porta al piano di sopra.
E quindi, quando uno ormai pensa, si chiede cosa possa nascondere ancora questa libreria che i libri non sembra volerli vendere, ecco che si ritrova ancora tra scaffali, e pile di libri, ma già dalle costole in vista vede che c'è qualcosa di diverso. Sono libri raccolti in una vita, libri di un secolo, dalla vecchia rilegatura sbiadita di un Count of Monte Cristo del '96 (milleottocentonovantasei!), al rivestimento plastificato di un "The Ninja" di un tale Eric Van Lustbader (?), alla rigida rilegatura in pelle macchiata di thè delle carte postume del Pickwick Club, edizione 1846, di tutto, di tutto di più. E non sono in vendita, sono da consultare. Completamente sparpagliati, senza nessun ordine, non sei tu a trovare un libro, è il libro a trovare te. E magari sfogliando, puoi imbatterti in una dedica, scritta in calligrafia perfetta, a M.lle X, per il piacevole tempo trascorso insieme, natale 1924, e a pensare alla mano che ottanta anni fa scriveva quello che puoi lì vedere e annusare vengono brividi. E girando per quelle stanze storte, altri specchi, altre scritte, e foto, e il gatto nero, e letti, e ancora libri a pile, libri fin sù il soffitto, libri dietro le cassapanche, e un lavabo, una teiera lasciata lì per essere lavata, e in tutto questo un'altra sorpresa, da trovare nelle lettere appese alle pareti, nello Specchio dell'Amore, e nelle persone, i giovani che ogni volta diversi badano al negozio, e si aggirano per il piano superiore.
"Be not inhospitable to strangers lest they be angels in disguise", non sbattere la porta in faccia agli sconosciuti, potrebbero essere angeli in borghese...
- continua -
Commenti
Re: Shakespeare & Co
Questo luogo così suggestivo ed incantato dev'essere il paradiso! Mi sono venuti brividi immaginando di poter camminare e sfiorare quelle cataste di libri così disordinatamente ordinati in quella romantica libreria. Libri, frasi abbozzate tanto tempo fà, ricordi, emozioni...non ho dubbi, è il paradiso!!!
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