Un Blog Qualunque...Ed eccomi di nuovo a Parigi dopo la trasferta veneziana. Trasferta durata un giorno di più, in quanto la mia spiccata propensione al ritardo questa volta ha avuto la meglio e mi ha fatto perdere il treno di domenica sera, per cui ho dovuto prendere quello del giorno dopo.
E quindi, che dire di questa città? Parto da un paragone con Parigi. Questa è la Città. La Città per antonomasia. Tutti i caratteri della città sono contenuti in Parigi. Anche rischiando di essere troppo altisonanti: secondo me Parigi è quanto di più vicino ad un'eventuale Idea di città disegnata in un fantomatico Iperuranio, nelle buone e nelle brutte cose.
E Venezia? Venezia non è una città come la si intende di solito. Le differenze sono evidenti, ma se ci si pensa, ne fanno qualcosa di completamente diverso. Dove le città normali hanno un reticolo segnato dalle strade, Venezia ne ha due, ben distinti, che si intrecciano tra loro: e così ci sono i percorsi in barca e i percorsi a piedi. Di solito, sopratutto per chi viene da fuori, questo vuol dire che si cammina, si cammina tantissimo. E il reticolo che si percorre è intricato, mai lineare. Non ho mai trovato tanti vicoli ciechi in una città. Per andare da un punto a un altro, il percorso che si va a fare è sempre una linea zigzagante. Non solo: la città non si è mai dovuta adeguare a carri prima, macchine dopo: i cammini sono a misura d'uomo, a volte strettissimi, o circondati dalle case anche sopra, per cui capita di passare per questi sotoporteghi ombrosi, sovrastati da travi di legno dall'aspetto vecchio ma solido. È una città dove quasi non esistono regolarità e ripetizioni. Le stradine si aprono improvvisamente su cortiletti, o su piazze (o meglio campi) dalle prospettive raramente rettangolari. Sembra quasi che la famosa Piazza San Marco provi a porre rimedio a tutto questo con una forma regolare e una serie impressionante di ripetizioni di elementi architettonici, tanto per compensare il caos che ti investe appena ne esci.
Si dice di Venezia che è troppo piena di turisti. Da una parte è vero. Anch'io per apprezzarla a fondo ho dovuto fare un po' di esercizio di straniamento, quasi fare finta che l'orda di paffuti turisti in pellegrinaggio forzato non esista. Ma poi, comunque, restano ancora delle zone della città semplici e tranquille, in pieno possesso dei veneziani, ed è un piacere passeggiarci. Oppure la notte, quando la città si svuota, e riprende la sua magia intaccata a colpi di flash e banchetti di maschere.
E poi, una cosa è veramente impagabile: sarà pure una stupidaggine, ma il riflesso dell'acqua appena increspata sulle pareti delle case e dei canali, è bellissimo.
Commenti
Re: Venezia
Come biasimarti...io ho aperto un blog proprio per cercare di descrivere le meraviglie che scopro giorno dopo giorno a Venezia! :-)
Re: Venezia
Curiosità: ti ha fatto qualche effetto vederla col senno delle Città Invisibili?
Re: Venezia
Più che nel vederla, nel pensarla a posteriori, e nell'elaborare questo post.
Re: Venezia
Già, anche io ho aperto un blog su venezia.
Re: Venezia
Porco cazzo, ho fatto ora caso che sono cinque mesi che non ho più tue notizie!!!
Invia nuovo commento